Alcuni impatti delle modifiche alla disciplina del termine di prescrizione sul danno civile

L’ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione III Civile, n. 18408 del 5 luglio 2024, si inserisce in un dibattito giurisprudenziale di grande attualità, incentrato sull’applicazione di alcune nuove norme sulla prescrizione ai rapporti giuridici sorti prima della loro entrata in vigore. In particolare, la norma si riferisce alla normativa specifica in materia di responsabilità da ritardo nella trasposizione di direttive europee nell’ordinamento entro il termine.

Il Principio di Irretroattività e le Sue Eccezioni

La Corte, ribadendo un principio fondamentale dell’ordinamento giuridico, ha affermato che le nuove norme sulla prescrizione, di regola, non possono trovare applicazione retroattiva ai rapporti giuridici perfezionatisi anteriormente alla loro entrata in vigore. Questo principio, volto a garantire la certezza del diritto e a tutelare il diritto acquisito del debitore, trova fondamento nell’art. 11 delle disposizioni preliminari al codice civile.

Tuttavia, la sentenza ammette l’esistenza di eccezioni a tale principio generale, quali:

  • Norme più favorevoli al debitore: Se la nuova norma introduce un termine di prescrizione più favorevole rispetto a quello precedentemente vigente, può essere applicata retroattivamente
  • Norme a tutela di interessi pubblici preminenti: In presenza di norme volte a tutelare interessi pubblici essenziali, può essere ammessa una deroga al principio di irretroattività, purché ciò non comporti un ingiustificata lesione dei diritti acquisiti.

 

Le Implicazioni Pratiche

La sentenza in esame ha importanti implicazioni pratiche, sia per i cittadini che per gli operatori del diritto:

  • Certezza del diritto e ricostruzione del rapporto: Il principio di irretroattività contribuisce a garantire la certezza del diritto, evitando situazioni di incertezza e di potenziale ingiustizia. Lo studio delle novità introdotte dalla Riforma Orlando e dalla riforma Cartabia in materia è imprescindibile per una corretta valutazione.
  • Tutela del debitore: Il debitore può fare affidamento sulla legge vigente al momento in cui è sorto il debito, salvo che la nuova norma sia a lui più favorevole o sia volta a tutelare un interesse pubblico specifico preminente, tra cui ad. Es. il pagamento delle prestazioni che dipendono da un contratto bancario .
  • Valutazione caso per caso: L’applicazione delle nuove norme sulla prescrizione deve essere valutata caso per caso, tenendo conto delle specifiche circostanze del rapporto giuridico e della ratio della nuova disposizione.

 

Le Sfide Interpretative e le conclusioni:

La complessità della materia e le possibili eccezioni al principio di irretroattività possono rendere complesse le controversie relative alla prescrizione e l’applicazione del principio di irretroattività alle norme sulla prescrizione pone numerose sfide interpretative:

  • Distinzione tra norme di diritto sostanziale e norme processuali: Non sempre è facile distinguere tra una norma che incide sul diritto sostanziale e una norma che disciplina esclusivamente il processo, con conseguenti riflessi sulla applicabilità del principio di irretroattività.
  • Definizione di “rapporto giuridico perfezionato”: È necessario individuare con precisione il momento in cui si considera perfezionato un rapporto giuridico, al fine di determinare se la nuova norma possa trovare applicazione. A ciò provvede la legge specificando i regimi di responsabilità ed i momenti del rapporto giuridico, nelle diverse fonti normative pertinenti.
  • Bilanciamento tra interessi contrapposti: Il giudice dovrà operare un delicato bilanciamento tra l’interesse del debitore alla certezza del diritto e l’interesse della collettività alla tutela di interessi pubblici preminenti.

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 18408 del 2024 rappresenta un importante contributo alla definizione dei principi generali in materia di applicazione delle nuove norme sulla prescrizione e specifica l’applicazione delle fonti in riferimento al fatto di riferimento.

In questo caso il diritto al risarcimento del danno causato dalla tardiva attuazione di una direttiva comunitaria soggiace alla prescrizione nel termine quinquennale. Facciamo un esempio a partire dall’entrata in vigore della Riforma Orlando, che determina la data del 1° gennaio 2012. La prescrizione si computa in questo caso dall’assunzione dell’iniziativa in giudizio propriamente diretta a far valere il diritto, a nulla rilevando che il fatto generatore del danno, od il danno stesso si sia verificato in epoca anteriore ed abbia seguito altri procedimenti. 

Inoltre, se alla data del 1° gennaio 2012 il tempo mancante al compimento della prescrizione fosse stato inferiore al quinquennio, avrebbe continuato ad applicarsi il previgente termine decennale, nel caso in cui dopo il 1° gennaio 2012, ma prima del maturare della prescrizione non ne sia stato interrotto il corso, in quel caso dovendosi applicare il nuovo termine quinquennale.