La “multa” per eccesso di velocità rilevato da autovelox: cosa dice la giurisprudenza

L’accertamento dell’eccesso di velocità è una pratica comune nelle nostre strade e spesso fonte di contenziosi. La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 16851 del 2022 ha fornito importanti chiarimenti in merito all’onere della prova e al ruolo degli strumenti di rilevamento.

 

Il caso in esame

Il caso in questione riguardava l’impugnazione di una sanzione amministrativa per eccesso di velocità. Il conducente contestava la validità del verbale e ricorreva in tutti i necessari gradi di giudizio civile, sostenendo il malfunzionamento dell’autovelox. Nonostante l’onere della prova incombesse su di lui ai sensi dell’art. 2697 c.c., purtroppo, lo stesso non è stato in grado di fornire elementi sufficienti a dimostrare tale circostanza.

 

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, nell’esaminare il caso, ha ribadito alcuni principi fondamentali:

  • Onere della prova: Spetta al conducente che contesta la sanzione l’onere di provare il malfunzionamento dell’autovelox.
  • Verifiche di funzionalità: L’autovelox deve essere sottoposto a regolari verifiche di funzionalità, in particolare taratura ed omologazione, come previsto dall’art. 45, comma 4, del Codice della Strada.
  • Valutazioni degli agenti: Le valutazioni degli agenti di polizia stradale, basate su percezioni sensoriali, non hanno un valore probatorio privilegiato rispetto agli strumenti di rilevamento.

 

L’importanza della sentenza n. 115 del 2015

La Corte di Cassazione ha inoltre richiamato la sentenza n. 115 del 2015, con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima l’art. 45 del Codice della Strada, proprio poiché nel 1992 non era in uso il sistema di controllo attuale sulla taratura e sull’omologazione. Tale pronuncia ha sottolineato l’importanza di garantire la corretta ed uniforme funzionalità degli strumenti di controllo, quali gli autovelox strumentali al rilevamento della velocità, e tutelando i diritti dei conducenti a non rispondere delle contestazioni promosse sulla base di accertamenti svolti con strumenti non controllati o difettosi.

 

Conclusioni

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 16851 del 2022 rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei conducenti e nella semplificazione delle procedure di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada. Tuttavia, è fondamentale che i conducenti siano consapevoli dei propri diritti e degli obblighi e che, in caso di contestazione, si rivolgono a un legale per farsi assistere, consapevoli del proprio diritto ad essere informati sui controlli dei sistemi come gli autovelox.